Lerici tra Natura e Cultura

  • di Gino Cabano

 

L’uniauser il 10 maggio 2015, ha organizzato con l’Unione Sportiva Tellaro e Legambiente Lerici, una passeggiata guidata, accessibile a persone di ogni età, con pranzo al sacco tra la natura e la storia  nei luoghi più “sconosciuti” del nostro territorio. Un vero e proprio rendez-vous con  partenza da Tellaro alle ore 9.30 e salita a  piedi a Barbazzano, mentre, per chi  ha voluto partire da Lerici, alle ore 9.00 la possibilità del pulman di linea (Lerici- Montemarcello) con fermata alla Serra ; da li, direttamente a Barbazzano.Un altro gruppo partiva da Zanego dove avvenne il primo parlamento tra gli uomini del distretto di Ameglia e Barbazzano; un  avvenimento un po diverso dal solito, una scampagnata dove si è parleto di storia, di erbe e di tradizioni cercando di estraniarsi per qualche ora dalla brutalità del quotidiano che ci circonda. Da  barbazzano, uniti i gruppi, percorrendo il sentiero per la fonte e il mulino di Capodacqua, si è raggiunto Portesone. Di questi luoghi si è ricordata la storia e le leggende. Da lì il gruppo ha potuto dividersi e mentre una parte e discesa  a Tellaro,  l’altra si è diretta a Lerici attraversando Verazzano  lungo le vie della storia. Un percorso facile e contenuto, dove si sono visti anche alcuni “cavanei” per allargare gli argomenti di discussione.

 

 

 

OSTEOPOROSI - Rivitalizziamo le Ossa

Sabato 16 Maggio ore 15:00 presso AUSER ARCA Lerici - Via Gerini 40

  • Relatrice:Dott.ssa Anna Maria Venturini (Scienze motorie): Prevenire e controllare l’osteoporosi attraverso il movimento consapevole
  • Relatori: Valentina e Dario Cecchini Manager FLP: La giusta integrazione per rinforzare le ossa


  • Info: 3389478984 Pina, incaricata FLP
  • Info e prenotazione lezione gratuita : dott.ssa Venturini 3382511166

Vedi il programma completo (pdf)



L'osteoporosi è insidiosa, agisce di sorpresa ed avanza in silenzio, approfittando degli "errori" di una vita. Simile ad un tarlo invisibile, aggredisce le ossa rendendole vulnerabili e fragili, con conseguenze devastanti e spesso invalidanti. Alimentazione, età avanzata e pigrizia sono le peggiori nemiche delle ossa.
La prevenzione dell'osteoporosi riguarda un insieme di suggerimenti inerenti le abitudini e lo stile di vita. Si tratta di opportuni accorgimenti utili alla TUTELA della salute nei confronti di una patologia fortemente invalidante.I passi chiave che si dovrebbero perseguire a tutte le età per ottenere una valida prevenzione dell'osteoporosi possono essere così riassunti:
1. seguire una dieta bilanciata ricca di calcio e vitamina D
2. praticare esercizio fisico in relazione al peso corporeo
3. seguire stili di vita sani (senza alcol né fumo né droghe)
4. e, quando appropriato, eseguire esami per definire la densità minerale ossea ed eventualmente sottoporsi alle terapie del caso.

OsteoporosiPer la prevenzione dell'osteoporosi è altresì opportuno considerare che ad ogni età corrispondono raccomandazioni specifiche. Nei bambini e negli adolescenti è fondamentale garantire una dieta ricca di calcio, un'adeguata sintesi (ed apporto esogeno) di vitamina D, la pratica di attività fisica regolare ed il monitoraggio del bilancio ormonale.
Negli adulti e negli anziani invece, oltre ad assicurare calcio e vit. D, è fondamentale che non si verifichino abusi di: alcol, tabagismo e caffeina.

IMPORTANZA ATTIVITÀ' FISICA:
La dott.ssa Venturini laureata in scienze motorie e specializzata nella tecnica “Bones for Life” (Ossa per la vita®) illustrerà il programma del Metodo Feldenkrais per stimolare la rigenerazione del tessuto osseo attraverso il movimento naturale e il miglioramento della postura,
L'attività motoria intelligente permette infatti allo scheletro di mantenere, fino all'età avanzata, una buona capacità di adattamento funzionale e strutturale, con conseguente prevenzione di mal di schiena, precoci atrofie ossee, osteoporosi involutive, cedimenti vertebrali.
Coloro che desiderano previa prenotazione potranno usufruire di una lezione gratuita presso la Palestrina.

INTEGRARE IN MANIERA CORRETTA:
Specie tra gli anziani spesso si riscontra una carenza di vitamina D fondamentale per fissare il calcio nelle ossa. Il metodo più semplice ed economico di procurarsi della vitamina D è semplicemente quello di esporsi al sole (almeno viso e braccia) per circa 20 minuti ogni giorno, o per periodi più lunghi nel corso della bella stagione in modo da fare il pieno di questa vitamina. Esiste anche qualche alimento che contiene vitamina D (ad esempio pesce e uova), ma in alcuni casi potrebbe essere necessario, soprattutto in persone di una certa età, supplire alla scarsità di vitamina D e calcio con degli integratori specifici consigliati da Valentina e Dario Manager dell'azienda FLP.

 


Osteoporosi

Linee guida per la prevenzione

 

L'eccellenza (Lerici: storie  & fotografie)

di Euro Puntelli

Finalmente si dispone di un testo di storia locale che unisce passione e competenza e che costituisce un valido excursus lungo le principali direttrici della cultura del territorio. Spesso, infatti, gli autori di cose locali privilegiano le proprie interpretazioni e selezionano gli argomenti in conformità a questa esigenza. Nulla di tutto questo per Margherita Manfredi, che pro-cede da una seria documentazione archivistica e che, caso mai, stimola il lettore ad ampliare le sue conoscenze attingendo direttamente alle fonti. Le illustrazioni, fotografie e disegni, uniformate nella veste grafica da Walter Bilotta, oltre all’indubbio valore artistico, sono sempre funzionali al testo e non costituiscono mai semplici abbellimenti. E’ stato colto per-tanto l’obiettivo, non certo facile, di crea-re un’opera in cui testo e illustrazione fossero un tutto unico e non un semplice accostamento. Come esperienza persona-le, posso aggiungere che, non appena terminata la lettura, mi sono messo in cammino nel territorio alla scoperta dei punti esatti in cui sono stati dipinti i vari paesaggi presentati nel testo. C’è quindi da sperare che si realizzi l’auspicio degli autori e che, a questo libro, ne seguano altri per completare la documentazione. Perché, se la finalità principale di questo testo era, come scritto dagli autori nella prefazione, stimolare i cittadini alla riscoperta delle proprie radici storiche e culturali, questa si può dire pienamente raggiunta. 

 

 

Esiste una cuciniera lericina?

di Gino Cabano 

Era la primavera del 1822 quando  Percy Bysshe  Shelley trascorse a San Terenzo con Mary Godwin l’ultimo periodo della sua vita. Anni difficili, anni infausti anche per chi aveva soldi per vivere. La stessa Mary  racconterà: “la povertà degli abitanti è al di là di ogni immaginazione, e tuttavia non sembrano infelici; vanno avanti in una soddisfazione sporca, o in una soddisfatta sporcizia, mentre noi troviamo che sia ar-duo lavoro provvedere un po' di cibo nel raggio di qualche miglio. Non potevamo procurarci provviste in luoghi più vicini di Sarzana e perfino là le forniture erano assai deficienti ”. In quel tempo, proprio a Sar-zana, i Santerenzini tentavano la vendita dell’eccedenza del loro pescato. Questo, meno di duecento anni fa! Erano gli anni in cui gli unici mezzi possibili per mantenere quel poco di cibo che si poteva rimediare, consistevano nella salamoia, nell’essiccare  o nell’affumicare. L’agiada non era ancora un “piatto”. E lo scabecio e il carpione e-sclusivamente il mezzo per mascherare i sapori sgradevoli del cibo. L’evoluzione dell’agiada porta al pesto, una salsa neces-sariamente stagionale, che in seguito di-venterà tanto gradevole agli inglesi, e non solo, ma che in quel 1822  era ancora un sogno. Il pesto comparirà per la prima vol-ta  nella “Cuciniera genovese” di G.B. Rat-to soltanto nel 1877 e diventerà immediato motivo di discussione tra i gastronomi, perché, oltre a discutere se   il formaggio dovesse essere “olandese”, se si dovesse  aggiungere burro, ci si chiedeva se il basi-lico poteva essere sostituito dalla maggio-rana e dal prezzemolo! Pensate che il pesto  è completamente sconosciuto all’Artusi; questo nel 1891. Tempi strani, dove anche l’olio era un bene  che solo i ricchi proprie-tari terrieri potevano permettersene l’uso. E l’unto delle salse, in Liguria come in gran parte dell’Italia, si estraeva dalle noci, dagli arachidi e dai pinoli, per noi, questi ultimi, cari e rari perché d’importazione toscana. Si pianteranno in seguito i pini domestici, non per bellezza, ma per l’economia. L’olio d’oliva si adoperava nelle minestre, una lacrima, altrimenti il lardo o grasso di montone che necessaria-mente si recuperava dopo l’uso. L’olio compare sporadicamente nelle minestre e nei fritti delle famiglie agiate. Anche le pa-tate e i pomodori timidamente si affacciano sulle mense a Ottocento inoltrato, così co-me  il cavolo nero  e il cece. E con l’avvento della farinata, che i genovesi chiameranno “oro di Pisa”, compare la panisa sotto forma di polenta impreziosita dalle cipolle. Già i Lucchesi avevano codi-ficato un piatto fatto con seppie e bietole. Solo i funghi caratterizzano la tavola ge-novese e da lì in poi il pesce, in particolare quello azzurro che per le tecniche del pe-scaggio diventerà economico e (con altro minutame)  potrà essere fritto, bollito e conservato sotto sale. Scrivendo all’amico Leigh Hunt,  squattrinato ma intrigante, il 19 giugno 1822, Shelley  si augura di rive-derlo presto, concludendo la sua lettera con l’amletico dubbio  se ciò dovesse ricercarsi  nell’affetto o nelle cotolette di vitello: “Con te qui godrò molto del primo e divo-rerò molto delle seconde”. Preistoria o fu-turo?

 

 

 

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